Grandi opere e occasioni perdute

1 mese fa 38
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Nella settimana in cui Stefano Bonaccini ha deciso di candidarsi in Europa, chiudendo non solo simbolicamente un intero decennio alla guida della Regione, a Bologna il dibattito politico e amministrativo si è concentrato su due temi che sembrano aver lasciato la città ferma al 2014, anno di elezione del futuro ex governatore: i lavori per il Passante e quelli per il restyling del Dall’Ara.

Non che le cose siano strettamente collegate, ma l’accostamento temporale fa riflettere sulla difficoltà ormai endemica che si incontra, sotto le Due Torri, a portare avanti le grandi opere.

Non tutte, certo, visto che alcune sono state realizzate (come il People Mover) e altre sono in fase di realizzazione (vedi alla voce tram). Ma una cosa possiamo riconoscerla: la città un tempo giustamente celebrata per la sua inguaribile ’febbre del fare’ è un ricordo ormai buono solo per gli storici. La Bologna in cui viviamo, e in cui abbiamo vissuto negli ultimi 30-40 anni, rischia di essere ricordata per un altro tipo di ‘malattia’, ovvero la sindrome delle grandi opere. E per essere diventata la città delle occasioni perdute. Basta fare una breve lista delle infrastrutture pensate e m...

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