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Diritti aeroportuali Bologna, via alle consultazioni degli utenti



Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha comunicato l’apertura dell’iter di consultazione degli utenti per la modifica dei diritti aeroportuali da applicarsi a partire dal 2020 fino al 2023.


Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: qualche numero


Secondo i dati riportati da Assaeroporti, l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna occupa l’ottavo posto nella classifica degli aeroporti italiani per numero di passeggeri. Sono stati, infatti, otto milioni e mezzo i passeggeri che hanno fatto tappa all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna nel 2018, di cui il 76,8% su voli internazionali.


Si tratta di cifre e percentuali assolutamente da non sottovalutare, in quanto dipingono un quadro molto roseo per il presente e il futuro dell’aeroporto e della città stessa.


Strategico per la sua posizione nel cuore del centro nord, inoltre, l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha servito nell’ultimo anno 114 destinazioni. Lo scalo emiliano ospita, infatti, alcune tra le principali compagnie di bandiera europee e altri importanti vettori che si occupano di trasporti persone in aereo a basso costo: per questo, l’aeroporto di Bologna è considerato la quarta aerostazione in Italia per connettività mondiale.


Sulla base delle stime realizzate, questi numeri sono in ogni caso destinati a salire: è previsto, per i prossimi anni, un ulteriore ampliamento dell’infrastruttura, un incremento dei collegamenti da e per Bologna, un aumento dei posti di lavoro e un potenziamento del parcheggio aeroporto Bologna. Obiettivo finale dell’AdB, azienda affidataria in concessione dell’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, infatti, è rendere il Guglielmo Marconi una delle più importanti aerostazioni d’Italia e d’Europa.


Cosa sono i diritti aeroportuali?


Ma cosa si intende per diritti aeroportuali? Di cosa si tratta?

I diritti aeroportuali constano di:



  • diritto di approdo e di partenza degli aeromobili;

  • diritto per il ricovero o la sosta allo scoperto di aeromobili;

  • diritto per l’imbarco passeggeri.


A farsi carico di tali diritti sono le compagnie aeree, le quali pagano delle somme cospicue per poter usufruire di questi servizi, consentendo così alla società che gestisce l’aeroporto di poter ammortizzare i costi di gestione dell’intera infrastruttura e dei servizi offerti ai viaggiatori che passano per l’aeroporto e alle merci.


Quindi, in parole povere, con diritti aeroportuali si fa riferimento al canone che le compagnie aeree, di bandiera o low cost, pagano alla società che gestisce l’infrastruttura aeroportuale per usufruire dei servizi di cui necessitano per gestire trasporto viaggiatori e trasporto merci.


Ma cosa sta succedendo, quindi, a Bologna presso l’Aeroporto Guglielmo Marconi?


Le consultazioni degli utenti all’aeroporto di Bologna


Tornando a quanto sta accadendo a Bologna, l’AdB, ha dato notifica all’autorità competente dell’avvio di una procedura di consultazione degli utenti per valutare insieme la modifica dei diritti aeroportuali dal 2020 al 2023, indicando come dato di inizio lavori il 2 agosto 2019.


In questa fase, la società ha anche presentato all’Autorità di regolazione dei trasporti, affinché ne prendesse visione, il materiale messo a disposizione degli utenti per la consultazione. Il documento è disponibile e accessibile a tutti gli utenti ed è stato redatto in due lingue, italiano e inglese.


Inoltre, la stessa AdB ha obbligo di informare gli utenti e le loro rispettive associazioni dell’inizio della consultazione, di come poter accedere al documento, con quali modalità si svolgerà l’intera procedura e quando si chiuderà l’iter. A tal proposito, il giorno fissato per l’audizione pubblica è il 12 settembre 2019.


L’Autorità di regolazione dei Trasporti si è riservata la possibilità di partecipare all’audizione pubblica inviando in rappresentanza alcune persone di fiducia.


In questo stesso periodo, la stessa società affidataria in concessione dell’aeroporto dovrà fornire, qualora e nel caso in cui le venga richiesto, approfondimenti e spiegazioni su tale procedura e i perché dell’avvio di tale iniziativa. Insomma, all’AdB spetta un mese inteso, come si suole dire “di fuoco”, considerando anche la stagione in cui ci troviamo.


Cosa emergerà da tale consultazione degli utenti? Non resta che attendere con pazienza settembre per scoprire cosa succederà in termini di diritti aeroportuali a Bologna tra il 2020 e il 2023.