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La Virtus soffre ma batte Reggio Emilia

I 30 secondi che possono cambiare il destino della corsa alle Final Eight, togliere la Virtus dalla crisi e magari indirizzarne la stagione sono tutte in un raptus non inedito di Kevin Punter. Due triple in sequenza, che non hanno bisogno di ritmo e di costruzione, peraltro dopo 6 errori in fila dall’arco. La classe e la determinazione del newyorchese scartano il regalo di Natale per la Virtus, abbattendo una Reggio Emilia che pareggiata due volte la partita dopo l’ennesimo inseguimento, stavolta dal -9 dei primi 3 minuti dell’ultimo quarto, incassa nell’ultimo minuto e mezzo il 12-0 lanciato dalle due triple spacca partita dell’americano.

E’ il tripudio degli oltre 7 mila di Casalecchio, che hanno spinto assieme a Punter la Segafredo fuori dal suo tunnel fatto di dubbi e tensioni. Alimentate da un secondo quarto terribile, perso 25-13, dopo aver dominato inutilmente il primo e rimesso davanti la testa al termine di un terzo giro di rara bruttezza, chiuso 16-12 a conferma degli attuali guai delle due squadre. Sacripanti vince arrangiandosi senza gli infortunati Martin e Aradori, inventandosi anche quintetti con M’Baye da ala piccola e tre lunghi che soffrono l’agilità dei quintetti di Cagnardi. Non ci fossero gli urli finali di Punter, il migliore sarebbe Taylor, 19 punti e 8 assist con Kravic destinatario principale, 13 i punti del serbo canadese.

Ancora troppo poco invece per Qvale, 15 minuti in campo nonostante una buona partenza ma il palcoscenico lasciato presto proprio a Kravic, chiudendo con 6 punti e 5 rimbalzi, 2 in meno di quelli di Baldi Rossi, che servono parecchio, gli stessi di Cournooh all’inizio tra i pochi a prenderci e in difesa sempre pronto causando più d’una delle 14 palle perse che sono un macigno sulla volontà reggiana di togliersi dall’ultima posizione. Di là Allen e Rivers, determinanti quando saranno in piena condizione e sintonia, ne segnano 32 in due, compresi i due pareggi a quota 67 e 69 che fanno temere il peggio. Una Virtus ancora convalescente, con momenti di difesa vibrante, la ormai solita stoppata di M’Baye stavolta su Candi e qualche amnesia di troppo, ha trovato la forza di tirarsi fuori dai suoi problemi. Ora servono altri passi, Trento domenica, Brescia il 6 gennaio, Varese il 13. Con Aradori e Martin che ne dovrebbero giocare almeno 2.


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