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Maltempo, allarme fiumi in Emilia Romagna. Esonda il Savio, interrotta la ferrovia tra Cesena e Forlì. Danni alle coltivazioni in Puglia

Il maltempo colpisce l’Emilia-Romagna. Nel cesenate il fiume Savio ha straripato già dalla nottata nella zona di via Pontescolle: i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per trarre in salvo un’anziana insieme alla badante perché la loro casa era rimasta isolata. In provincia di Bologna invece, si sono verificate frane, smottamenti e allagamenti con conseguenti disagi alla circolazione. I vigili del fuoco hanno svolto decine di interventi mentre la popolazione è stata invitata a non accedere a capanni e ai canali di raccolta della portata maggiore dei corsi d’acqua. Disagi anche vicino a Modena mentre diversi fiumi restano sotto osservazione. In Veneto, i temporali hanno causato danni alle coltivazioni. L’ondata di piogge non ha risparmiato il Sud dell’Italia: anche nel tarantino e nel barese c’è stata anche la grandine nella notte tra domenica 12 e lunedì 13 maggio. Così sono state danneggiate diverse coltivazioni.


La situazione a Cesena

Nel cesenate, i vigili del fuoco sono dovuti intervenuti per il straripamento del Savio che è iniziato già nella nottata nella zona di via Pontescolle. A causa dell’esondazione, la tangenziale di Cesena è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni tra le uscite numero 3 e 5. Inoltre sono state tratte in salvo un’anziana insieme alla badante perché la loro casa era rimasta isolata. La polizia municipale ha inoltre chiuso al traffico il ponte nuovo dirottando la circolazione sul ponte vecchio. Vigili del fuoco e protezione civile stanno inoltre tenendo monitorate soprattutto le zone di Martorano, Oltresavio e San Carlo.



#Maltempo #13maggio 9:30, esondato il fiume Savio in provincia di #ForlìCesena. Squadre fluviali #vigilidelfuoco al lavoro, recuperate due persone, un disabile con la badante, bloccate nella propria abitazione. Nelle immagini sorvolo dell’elicottero #Dragovf 121 pic.twitter.com/xq18WNxb1R


— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) May 13, 2019



Anche la linea ferroviaria Bologna-Rimini è interrotta tra Cesena e Forlì, a causa del maltempo. La misura è stata presa precauzionalmente in seguito alla piena del Savio che si sta avvicinando ai binari posti su un ponte allagato. Sospesa la circolazione dei treni a lunga percorrenza e regionali. Per il peggioramento delle condizioni meteo, inoltre, dalle 10 e 35, la circolazione ferroviaria è sospesa fra Faenza e Cesena. Continua, intanto, la riprogrammazione del servizio ferroviario. Alcuni convogli sono deviati via Rimini – Ravenna – Faenza-Castelbolognese con ritardi fino a 90 minuti. Per l’emergenza, Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Cesena – Forlì – Faenza e il numero verde 800 89 20 21.








Si registra inoltre lo spettacolare ma non preoccupante fenomeno della tracimazione dal culmine della diga di Ridracoli che, come ogni volta, attira numerosi visitatori. L’invaso artificiale alle spalle della grande muraglia della diga è infatti completamente pieno con circa 35 milioni di metri cubi d’acqua immagazzinati. L’acqua in eccesso non può perciò essere infatti trattenuta e, superata la diga, precipita a valle dalle apposite paratie creando una tuonante cascata alta oltre cento metri.


Ravenna e Bologna

Anche nel ravennate diversi fiumi hanno superato i livelli idrometrici per le intense piogge di domenica 12 maggio. In particolare il fiume Rocco ha raggiunto la soglia arancione mentre SavioMontone Lamone sono da bollino rosso. Il comune di Ravenna ha fatto scattare l’allarme perché sono previste notevoli piene. La popolazione è stata invitata a non accedere a capanni e ai canali di raccolta della portata maggiore dei corsi d’acqua. Il sindaco Michele de Pascale ha invitato la popolazione a non uscire di casa e a rimanere possibilmente ai piani alti delle abitazioni. L’invito è anche a non effettuare spostamenti se ci si trova in luogo sicuro, a meno che non sia strettamente necessario per motivi urgenti e indifferibili. In molte zone del bolognese si sono inoltre verificate invece frane, smottamenti e allagamenti mentre nell’imolese è esondato il torrente Sillaro. Non si tratterebbe però di una zona abitata e non ci sarebbero state evacuazioni di persone.

Diverse frane sono state inoltre segnalate nel territorio della Valsamoggia (Bologna): in particolare a Savigno uno smottamento ha reso necessaria la chiusura della provinciale 27 e in altre strade è stato istituito il senso unico alternato. Decine di interventi sono stati infine svolti dai vigili del fuoco di Bologna.


In provincia di Modena piene del Secchia e del Panaro

Nel modenese, i comuni più interessati dall’ondata di piena sono Modena, Campogalliano, Soliera, Bastiglia, Bomporto. Per motivi precauzionali la popolazione è invitata a portarsi ai piani alti delle abitazioni. Inoltre, il sindaco di Campogalliano ha disposto nella serata di domenica 12 maggio provvedimenti di evacuazione di residenti nell’area a valle della cassa di espansione del fiume.

Il comune del capoluogo emiliano ha fatto inoltre sapere che la piena del Panaro provocata dalle piogge in pianura e soprattutto in montagna ha raggiunto il colmo. Quanto al Secchia invece, il colmo di piena era previsto intorno alle 10.30 e transiterà sul territorio modenese in circa tre ore. Nel pomeriggio di domenica le protezioni delle abitazioni in alcuni punti dei corsi dei torrenti sono state rafforzate con sacchi di sabbia.


Crolla un contrafforte nel riminese

Nel riminese, la pioggia ha favorito il cedimento di una ‘briglia”, una sorta di contrafforte, a monte di Traversa Marecchia nella frazione di Ponte Verucchio a Verucchio. Il comune ha comunicato che “la briglia lato monte è crollata ed ora la forza dell’acqua procede verso valle senza ostacoli di rallentamento. La situazione continua ad essere monitorata“. Il presidente della provincia Riziero Santi ha inoltre spiegato che dopo i picchi della scorsa notte “la situazione dei fiumi è in fase di rientro“. Mentre il monitoraggio del contrafforte “è continuo”.

Quanto alla Valconca, conclude Santi, è stato registrato “qualche smottamento e qualche frana minore” che hanno determinato degli “sbrodolamenti sulle strade” ma non sono emerse particolari criticità.


I fiumi sotto osservazione

Diversi fiumi sono inoltre sotto osservazione. Nel comune di Cotignola è previsto il superamento della soglia di criticità elevata per il Senio. Il torrente ha già superato soglia 2 (che corrisponde ad una criticità moderata) nel comune di Castel Bolognese. Nelle zone più a rischio saranno infatti posizionati dei sacchi di sabbia da usare in caso di emergenza.

A Faenza invece, il fiume Lamone ha quasi raggiunto soglia critica e sta raggiungendo gli stessi livelli anche nelle stazioni più a valle di Reda e Pieve Cesato. Infine, il Sillaro ha raggiunto invece livelli oltre soglia critica in Bassa Romagna nel territorio dei comuni di Conselice (Ravenna), Argenta (Ferrara) e Molinella (Bologna) ma non desta preoccupazione: i livelli sono in fase di discesa.


Veneto: danni all’agricoltura

In Veneto le semine di mais sono in ritardo o comunque sono state sospese a causa dei campi allagati: chi ha già provveduto dovrà ripetere l’operazione a causa dell’asfissia radicale delle pianti. Le api sono inoltre in ritiro forzato a causa della basse temperature nonostante la piena fioritura di acacie, tiglio e castagno. Nel bellunese arrivano invece segnalazioni di malghe non raggiungibili causa frane e difficoltà legate ancora agli effetti dell’uragano Vaia. Inoltre nevica sopra i 1500 metri e piove a dirotto in pianura: i terreni sono quindi inzuppati d’acqua e quindi nessuna lavorazione è praticabile.

Passando alla provincia di Padova, Coldiretti rileva che gli ortaggi in serra – dove hanno tenuto le strutture – sono salvi ma in pieno campo i danni sono considerevoli. L’ondata di maltempo ha infine provocato un certo ritardo nella maturazione di alcuni prodotti ad esempio le ciliegie sui colli Euganei. La stessa cosa è valida per le varietà di Vicenza dove il raccolto delle primizie è andato perduto a causa delle forti grandinate.







Grandine, vento e pioggia in Puglia

Grandine, vento e pioggia hanno provocato gravi danni all’agricoltura nel tarantino e nel barese. La Puglia è stata duramente colpita dal maltempo: particolarmente bersagliate sono state le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina (Taranto) ma anche la Valle D’Itria e parte della provincia di Bari.

“I danni sono ingenti soprattutto nel tarantino, dove la grandine – spiega Vito Rubino, direttore provinciale di Cia Due Mari – ha intaccato angurie, vigneti e melograni nell’area di Ginosa e Castellaneta. A Palagiano sono stati invece colpiti agrumeti e uliveti”. Il presidente di Coldiretti Taranto Alfonso Cavallo ha spiegato: “Stiamo inviando la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale“. Mentre il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzaro ha sottolineato che “tutta l’ortofrutta ma anche le produzioni di uva, sia da vino che da tavola, sono state danneggiate in modo gravissimo e a nulla sono servite, coperture, tendoni. La grandine ha distrutto tutto”.


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