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Question Time, chiarimenti sulla chiusura delle pagine di Casa Pound e Forza Nuova su Facebook

BOLOGNA – L’assessora Susanna Zaccaria ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Simona Lembi (Partito Democratico) sulla chiusura delle pagine di Casa Pound e Forza Nuova su Facebook.


Domanda della consigliera Lembi

“Chiusura delle pagine di Casa Pound e Forza Nuova su Facebook. visti gli articoli di stampa invita cortesemente il Sindaco e la Giunta ad esprimere una valutazione politica amministrativa sulla chiusura delle pagine Facebook di Casa Pound e Forza Nuova, sulle ricadute locali di questo provvedimento, stante le azioni intraprese dall’Amministrazione per ottenere l’uso di luoghi pubblici e stante l’impegno profuso a contrastare l’odio sociale che un certo tipo di politica ha fomentato in particolare negli ultimi tempi”.


Risposta dell’assessora Zaccaria

“La risposta alla domanda di potrebbe esaurire con un: “Finalmente, era ora”. Invece mi da l’occasione di fare una riflessione a cui tengo, lei ha già spiegato quello che è successo. Le motivazioni di Facebook, che lei ha sintetizzato nel tema della diffusione dell’odio, riguardano la policy di Facebook che è molto chiara e che leggo, perché dovrebbe farci risuonare qualche ricordo: va chiusa la pagina di “qualsiasi associazione di almeno tre persone organizzata con un nome, un segno o simbolo e che porta avanti un’ideologia, dichiarazioni o azioni fisiche contro individui in base a caratteristiche come la razza, il credo religioso, la nazionalità, l’etnia, il genere, il sesso, l’orientamento sessuale, malattie gravi o disabilità”. Un qualche rimando all’articolo 3 di una certa Costituzione mi sembra che ci sia. In realtà, anche coloro che gridano alla censura sanno benissimo, come lei ha ricordato, intanto che il rispetto della Costituzione è un obbligo. La Costituzione viene vista un po’ come un optional, quasi che non fosse invece una normativa, peraltro di livello superiore, come se si potesse rispettare a giorni alterni. Poi, anche chi grida al complotto sa che Facebook è intervenuta in tantissimi Paesi del mondo, bisogna anche tirare su lo sguardo da quello che accade nel nostro Paese, per la pressione notevole, subita dopo l’attentato in Nuova Zelanda, dove l’attentatore definitosi suprematista bianco ha trasmesso in diretta parte della strage. Da quel momento Facebook ha iniziato a ricevere un pressing molto forte sulla opportunità di tenere aperte delle pagine che citano espressamente all’odio. Questo lo dico anche per dire che dobbiamo alzare la testa e vedere quello che succede nel mondo, non rimaniamo nel cortile di casa, perché ho sentito dire da alcuni che sono stati chiusi nel giorno in cui c’era la manifestazione contro il Governo.

Ritengo una necessità assoluta quella di abbassare i toni, non solo nel dibattito politico, ma nel dialogo sociale. Spesso, in molti contesti l’abbiamo visto, le destre fanno leva sulle paure della gente. Io credo che facciano leva anche sui sentimenti di frustrazione, di invidia sociale, di fatiche e intolleranze che vengono gonfiate e caricate e che scatenano facilmente l’odio. E’ molto più facile rispondere con l’intolleranza, che razionalizzare le fatiche e le insofferenze che tutti quanti abbiamo, quindi è per questo che le destre ottengono questo tipo di consenso. Quindi abbassare i toni è necessario, perché utilizzare il linguaggio dell’odio, questo in altri Paesi del mondo è formalizzato meglio che da noi, legittima queste azioni: se addirittura i referenti politici e istituzionali utilizzano questo linguaggio, ci si sente legittimati e purtroppo non solo ad usare lo stesso linguaggio con termini gravi, ma purtroppo a compiere degli atti di violenza altrettanto gravi. Un’altra cosa che dico è che tutti e tutte, secondo me, possiamo fare qualcosa: se succede su internet l’episodio deve essere segnalato, non si può tacere all’episodio cui si assiste per caso per strada o in autobus, non deve passare niente. Ci sono per fortuna tante persone che non accettano questo clima d’odio, che va rimesso al suo posto. Lo ha spiegato benissimo Antonio Scurati all’Archiginnasio, quando ha spiegato come sia caduta la pregiudiziale antifascista e come adesso ci si senta tutti legittimati a usare termini che invece sono vietati. Per tornare nel merito, sono linguaggi vietati dalla Costituzione, che garantisce una libertà di pensiero e di espressione che ha dei limiti e nessuno può permettersi di superarli. Per questo io sono stata molto contenta di questa notizia, secondo me potevano farlo anche un po’ prima, di chiudere certe pagine, però meglio tardi che mai”.


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