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“United States of Bologna, 200 anni di amicizia a stelle e strisce”, domani a Palazzo d’Accursio

Domani, martedì 14 maggio alle 17 in Cappella Farnese, a Palazzo d’Accursio, il Sindaco Virginio Merola parteciperà all’incontro “United States of Bologna, 200 anni di amicizia a stelle e strisce”, nato su iniziativa del Consolato Generale degli USA a Firenze (al quale fa riferimento anche Bologna) e del Comune di Bologna per parlare delle numerose e storiche relazioni tra Bologna e gli Stati Uniti.


Saranno messe in risalto soprattutto le relazioni personali, umane e professionali, nate tra cittadini bolognesi e gli Stati Uniti e tra cittadini americani e la città di Bologna. Dunque non solo relazioni istituzionali o diplomatiche ma anche personali. Per questo cinque ospiti, provenienti da diversi contesti, racconteranno la propria esperienza al pubblico e risponderanno ad eventuali domande. Gli interventi in sala saranno alternati ad alcune video-interviste a cittadini bolognesi che hanno avuto esperienze negli Stati Uniti e a cittadini americani che vivono a Bologna.


In Sala Farnese saranno esposte, grazie alla Fondazione Gramsci, alcune lettere scritte dal Sindaco Giuseppe Dozza alla moglie, durante il suo soggiorno a Washington nel 1961, quando rappresentò il Comune di Bologna al Congresso mondiale dei poteri locali, presieduto da Eisenhower. In quel periodo storico, un sindaco comunista nella capitale del Paese simbolo del capitalismo era un fatto piuttosto singolare.


Infine, due video realizzati dall’Università di Bologna presenteranno le storie di Cesare Barbieri e Giovanni Capellini. Il primo, emigrato negli USA in giovane età, fece fortuna grazie a importanti invenzioni e decise di aiutare con sostanziose donazioni l’Università di Bologna nel periodo di ricostruzione seguente la Seconda Guerra Mondiale. Il secondo, geologo e titolare della prima cattedra di Geologia stabilita in Italia proprio presso l’ateneo bolognese, viaggiò negli Stati Uniti nel 1863 e riportò a casa interessanti reperti. Grazie a lui è nato il Museo geologico paleontologico dell’Università di Bologna.